ANNO

X079

Il vento su Gonder non portava pioggia, ma un sibilo di elettricità statica che faceva ronzare i sensori dei respiratori. Lian il grande procedeva a passi pesanti tra i resti di un’architettura che non appariva su nessuna mappa, tenendo d’occhio il fratello minore. Noah il piccolo camminava nella sua scia, cercando di calpestare le stesse impronte per non scivolare sulla polvere ferrosa che ricopriva il suolo.
«Lian, guarda là,» mormorò Noah, indicando un riflesso opaco sotto un cumulo di detriti metallici.
Lian si inginocchiò, scostando le lamine ossidate con i guanti rinforzati. Emerse una console di comando, un relitto tecnologico che sembrava ancora pulsare di una debole energia residua. Lian forzò il pannello e inserì una sequenza di bypass. Lo schermo si illuminò di un blu freddo, rivelando un unico file di registro: PROGETTO_MINER_3049.log.
Mentre i due fratelli si chinavano sul terminale, le immagini e i dati iniziarono a scorrere, proiettando una realtà che risaliva a millenni prima.